Il pollice blu


In tanti ci state chiedendo il perché del nome di questo blog, IL POLLICE BLU… Ebbene, vi tranquillizziamo subito dicendo che non si tratta del colore dovuto a una martellata su un dito, e nemmeno del ben più famoso pollice blu di Facebook… ma di qualcosa di molto più poetico.

Il nostro pollice blu è stato frutto di una scoperta, iniziata un paio di anni fa quando ci siamo imbarcati in quest’avventura che è Rossobio e, affascinati dallo zafferano, abbiamo deciso di iniziare a coltivarlo.

Quando si parla di zafferano il primo colore che viene in mente è il giallo, quello del risotto alla milanese, ma non tutti sanno che ciò che conferisce quel bel colore dorato alle pietanze sono i pistilli rossi di questo meraviglioso fiore: pistilli di un rosso acceso, quando sono freschi e appena colti, e che vira verso il carminio terminata l’essiccazione. Ma quel che ancor meno tutti sanno è che i fiori di zafferano sono di un intenso e al tempo stesso delicato colore viola.

Bene, direte voi: ma il pollice blu che c’entra con il giallo, il rosso, il carminio e il viola? Ancora un attimo di pazienza e ci arriviamo…

… D’altronde la pazienza è una virtù intrinseca allo zafferano, una pianta zen per natura.

Il fatto è che lo zafferano se ne sta buono buono per quasi un anno, sottoterra. Non vuole acqua, non vuole niente: solo di non essere disturbato fino all’autunno. Poi succede che un bel giorno, a fine ottobre, vedi spuntare un fiore, poi un altro e un altro ancora, e il giorno dopo i fiori sono centinaia. E tu cosa fai? Ti alzi alle prime luci dall’alba e corri a raccoglierli tutti, perché devono essere colti quando sono ancora chiusi per non rovinare i pistilli: le corolle si aprono appena comincia a battere il sole. Fatto questo, devi cominciare a estrarre i pistilli, separando i petali uno per uno, con delicatezza. Se i fiori sono centinaia, i petali da separare sono migliaia.

Tu vai avanti col tuo lavoro. Anche tu sei molto zen, perché sai che ne avrai per tutto il giorno e perché sei in ottima compagnia: "spetalare" lo zafferano è uno di quei lavori che uniscono le persone e le fanno entrare in perfetta armonia… Una sorta di mama non m’ama collettivo.

Ed è così che arrivi a fine giornata, ti guardi le mani, e i tuoi pollici sono completamente blu! Blu, perché il viola dei petali rilascia questo colore a contatto con la pelle. E tu puoi lavarti le mani con saponi, bruschini e qualunque altra diavoleria, ma loro rimangono lì, magari un po’ sbiaditi ma tenaci, e ti fanno compagnia fino a che non avrai spetalato l’ultimo fiore della stagione.

Insomma, il pollice blu rappresenta una sorta di marchio distintivo del coltivatore di zafferano. Inutile dirvi che in quei giorni (quelli della raccolta dello zafferano, che dura circa un mese) non ci pensi proprio ad accettare inviti a cena fuori, perché le tue mani sono davvero impresentabili. Ma la poesia di quei pollici blu ti fa rinunciare volentieri. Potevamo quindi non chiamare il nostro blog così? No, non avremmo reso giustizia a questo fiore che ci ha completamente sedotti col suo fascino.

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